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Gineceo (botanica)
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Il mwcagineceo, chiamato anche mwcqmwcgpistillo (dal mwcwlat. mwdapistillum: mano del mortaio), è la parte femminile dei mwdqfiori nelle piante mwdgangiosperme, ed è la parte che, dopo la mwdwfecondazione, origina il mweafrutto. È il quarto mweqverticillo in un fiore completo e può essere formato da uno o più mwegmwewcarpelli.

Contents

Note

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Caratteristiche

Il gineceo è formato dalle foglie carpellari, o carpelli, nelle quali si produrranno gli mwfwovuli che contengono i mwgagameti femminili. Il gineceo può essere formato da una o varie foglie carpellari libere o unite fra loro; se il gineceo è formato da un solo carpello si definisce monocarpellare, se è formato da più carpelli questi possono essere fusi a formare un'unica cavità (gineceo sincarpico) o rimanere indipendenti a formare un gineceo apocarpico.

Vi si possono distinguere differenti parti:

• mwiaovario: destinato a trasformarsi in frutto, costituisce la parte inferiore e contiene una o più cavità dette "loculi" dove si trovano gli ovuli in attesa di essere fecondati e quindi di trasformarsi in semi
• mwigstilo: parte allungata posta in cima all'ovario attraverso il quale passeranno i granuli di polline
• mwjastigma: parte slargata situata alla sommità dello stilo, ha la funzione di accogliere il polline (ovvero il contenitore dei mwjqgameti maschili)

Il gineceo può mancare dello stilo (lo stigma in questo caso è detto mwjwsessile).

Approfondimento

Nelle angiosperme il gineceo, anche chiamato pistillo, consta di uno o più carpelli o foglie carpellari che formano una cavità, l'mwogovario, dentro il quale restano protetti gli mwowovuli o primordi seminali, tanto dalla disseccazione quanto dall'attacco da parte di insetti mwpafitofagi. Il gineceo è costituito di tre parti: l'ovario, parte inferiore ingrossata che forma una cavità o loculo nel cui interno si trovano gli ovuli; lo mwpqstilo, una colonna più o meno allungata che sopporta il terzo componente del pistillo: lo mwpgstigma. Questo è costituito da un tessuto ghiandolare specializzato per la ricezione dei granuli di mwpwpolline. In certe occasioni lo stilo può mancare, e in questi casi lo mwqastigma viene detto mwqqsessile.cite-ref-d-1-0[1]cite-ref-valla-2-0[2]

Se i carpelli sono separati o liberi fra loro, il gineceo si definisce mwswdialicarpellare o mwtaapocarpico (come succede nei generi mwtqmwtgSedum, mwtwKalanchoe e mwuamwuqPaeonia); se, al contrario, i carpelli sono saldati fra loro allora si chiama mwuggamocarpellare o mwuwsincarpico, che è il più frequente.cite-ref-valla-2-1[2] Nel fiore dialicapellare ogni carpello costituisce un pistillo, mentre nel sincarpico vi è un solo pistillo. Per esempio, la mwwaKalanchoe, con quattro carpelli liberi, presenta quattro pistilli. Nel gineceo gamocarpellare o sincarpico l'unione dei carpelli può realizzarsi soltanto in una porzione dell'ovario, per cui restano liberi tanto gli stili quanto gli stigmi (esempio, il genere mwwqTurnera); può includere gli ovari e gli stili, lasciando liberi gli stigmi (come accade nelle composite e nell'mwwwmwxaHibiscus), per cui si può determinare il numero di carpelli che conformano il pistillo tramite l'osservazione della quantità di stigmi. Infine, in molte occasioni l'unione o saldatura dei carpelli è totale. In questi casi il numero di carpelli può determinarsi attraverso il numero dei lobuli stigmatici (per esempio, nelle mwxqbignoniacee).cite-ref-d-1-1[1]

Lo stilo è di lunghezza variabile, da meno di 0,5 mm (stigma subsessile) fino a più di 30mwyw cm in certe varietà di mais, conosciuto come mwzabarba della pannocchia. Generalmente nasce all'apice dell'ovario, ma può essere laterale o nascere apparentemente alla base (stilo ginobasico).cite-ref-unne-estilo-3-0[3] Dal punto di vista anatomico, lo stilo può essere solido o vuoto. Nelle piante con stilo vuoto il tessuto di trasmissione (dove crescono i mwaqtubi pollinici per effettuare la fecondazione) è costituito da uno strato di cellule epidermiche abbastanza differenziate che circondano un canale vuoto (il cosiddetto mwagcanale stilare). I tubi pollinici crescono dallo mwawstigma verso l'ovario lungo la superficie di questo canale, normalmente attraverso un fine strato di mwbamucillagine. Nelle piante che possiedono stili solidi, invece, le cellule epidermiche si trovano intimamente fuse e non lasciano nessuno spazio fra loro. I tubi pollinici, in questo caso, crescono fra le cellule del tessuto di trasmissione (come nel caso della mwbqmwbgPetuniacite-ref-sassen-4-0[4] ) o attraverso le pareti cellulari (come nel mwcwmwdaGossypiumcite-ref-jensen-w-a-5-0[5] ). Il tessuto di trasmissione negli stili solidi include una sostanza intercellulare che contiene mweqpectina, comparabile alla mucillagine che si trova nel canale stilare degli stili vuoti.cite-ref-labarca-6-0[6] Dal punto di vista della distribuzione di entrambi i tipi di stili tra le differenti famiglie di angiosperme, gli stili solidi si considerano tipici delle mwfgeudicotiledoni e sono rari nelle mwfwmonocotiledoni.cite-ref-eames-7-0[7] cite-ref-kocyan-y-endress-2001-8-0[8]

Lo stigma ha forma variabile, piumoso nel caso delle mwiqgraminacee, a mwigcabezuela nel mwiwmwjaCitrus, lobulato nella mwjqmwjgCucurbita, petaloide nella mwjwmwkaCanna, fino alla forma di ombrellino invertito nel caso della mwkqmwkgSarracenia. Ha particolarità strutturali che permettono la germinazione del polline e lo sviluppo del tubo pollinico che arriverà fino agli ovuli. Si è accertato che lo stigma è coperto da proteine idrofile (mwkwhidrofilicas) sulla parete esterna; sono probabilmente quelle che agiscono nel riconoscimento del polline adeguato e nelle reazioni di mwlaautoincompatibilità, nel qual caso a volte si depositano per fermare la germinazione del polline incompatibile.cite-ref-unne-estilo-3-1[3]

Gli stigmi si dividono in due grandi gruppi: stigmi umidi e secchi.cite-ref-9[9] Gli stigmi umidi liberano un essudato durante il periodo ricettivo e si presentano nelle famiglie come le mwngOrchidacee, mwnwScrophulariaceae e mwoaSolanaceae. Gli stigmi umidi possono presentare papille (mwoqstigmi papillosi, come nell'mwogmwowAnnona, mwpaMandevilla, mwpqBignonia e mwpgmwpwPunica) o non presentarle (stigmi non papillosi, nel mwqamwqqCitrus, mwqgImpatiens, mwqwOpuntia e mwramwrqTamarix). Gli stigmi secchi non liberano secrezioni liquide, bensì producono proteine o cere. Possono essere mwrgpiumosi (graminacee) o non piumosi e, in questo caso, papillosi mwrw(Cordyline, mwsqYucca, mwsgPelargonium) o non papillosi mwsw(mwtaAsclepias, mwtqCapparis, mwtgCyperus).cite-ref-unne-estilo-3-2[3]

L'mwvaovario è la parte inferiore del mwvqgineceo che contiene gli ovuli da fecondare. È formato da una o più mwvgfoglie modificate che ricevono il nome di carpelli. Dentro l'ovario vi sono una o più cavità o "loculi" che contengono gli ovuli in attesa di essere fecondati. Gli ovuli sono inseriti dentro l'ovario in una zona chiamata placenta. Nei carpelli possono riconoscersi tre nervi principali, dei quali due percorrono i bordi della foglia carpellare e uniti ad essi nascono gli ovuli; questi nervi si denominano mwwanervi placentari. I nervi centrali del carpello, omologo al mezzo dei nomofili, è il nervo carpellare. Gli ovuli serviranno ad originare i semi e appaiono come protuberanze globose nei bordi delle foglie carpellari.

Una delle terminologie di descrizione dell'ovario si riferisce al punto di inserzione sopra il ricettacolo dove le altre parti florali (mwwgperianzio e mwwwandroceo) si uniscono e si fissano sulla superficie dell'ovario. Se l'ovario è situato sopra il punto di inserzione, sarà supero; se sotto, infero.

L'mwxqovulo, è l'organo della mwxgpianta che si forma nell'mwxwovario e che contiene il sacco embrionale dentro il quale si trova la mwyqoosfera o gamete femminile, le cellule sinergidi, la cellula media con i due nuclei polari e le cellule antipodi. Cingente il sacco embrionale si trova la nocella, i mwzategumenti, la mwzqcalaza e un mwzgfunicolo che connette l'ovulo con la placenta.cite-ref-d-1-2[1]cite-ref-unne-ovulo-10-0[10] La mw1woosfera proviene da una mw2aspora, detta megaspora o macrospora, attraverso un processo, così definito, di megagametogenesi che consiste fondamentalmente in mw2wdivisioni mitotiche. Il suo mw3anucleo in genere è mw3qaploide, ovvero possiede la metà dei mw3gcromosomi della pianta che l'ha originato. La oosfera si fonde con uno dei nuclei generativi del mw3wgranulo di polline durante la mw4adoppia fecondazione per originare l'mw4qembrione. L'altro nucleo generativo si fonderà con i nuclei polari della cellula media e originerá l'mw4gendosperma.

Placentazione

Si chiama mw5gplacentazione la disposizione degli mw5wovuli nella cavità dell'mw6aovario. Il numero di placente è, in generale, uguale al numero di carpelli che formano l'ovario. In certi casi, tuttavia, può atrofizzarsi qualcuna delle placente e un ovario pluricarpellare arriva a contenere un ovulo soltanto, come per esempio nelle graminacee (mw6qPoaceae) e nelle composite (mw6gAsteraceae).cite-ref-d-1-3[1]

Esistono diversi tipi di placentazione:

• mw9gPlacentazione marginale: è propria del gineceo unicarpellare (mw9wleguminose) o dialicarpellare (mw-aMagnoliacee, mw-qRanunculacee). Ogni carpello ha una sola placenta che corrisponde alla zona di saldatura della foglia carpellare.
• mw-wPlacentazione parietale: si realizza nel gineceo formato da due o più carpelli saldati ai bordi, formando così una sola cavità nell'ovario, in modo che ogni placenta corrisponde ai margini delle due foglie carpellari contigue. Alcune delle famiglie che presentano questo tipo di placentazione sono: mw-aOrchidee, mw-qViolacee, mw-gPassifloracee e mw-wCucurbitacee. In certi generi si formano falsi mwaqadivisori sopra la parete dell'ovario aumentando la superficie placentaria: è la cosiddetta mwaqeplacentazione laminare, tipica del genere mwaqimwaqmPapaver. Nelle mwaqqcrucifere (mwaquBrassicacee) l'ovario consta di due carpelli uniti ai bordi che delimiterebbero dunque una sola cavità. Nonostante questo, tra le due suture si sviluppa un mwaqytramezzo membranoso chiamato mwaqcreplum, il quale separa la cavità in due loculi. Gli ovuli si dispongono in entrambi i fianchi, in due serie per ogni carpello. Una variante di questo tipo di placentazione, difficile da interpretare tramite il mero esame dell'ovario, è quella delle mwaqgGraminee (mwaqkPoaceae). In queste specie l'ovario è bicarpellare, uniloculare e uniseminatocite-ref-11[11]. La posizione dell'ovulo è laterale, come si deduce dalla posizione del filo, e la placentazione è, di conseguenza, parietale.
• mwaraPlacentazione ascellare. Succede nel gineceo formato da due o più carpelli saldati dove ognuno porta la placenta nell'angolo centrale, in modo che le suture placentali formano una colonna dentro l'ovario. Gli ovuli di ogni loculo restano così isolati dai vicini tramite dei mwaredivisori carpellari. Questo tipo di placentazione è quella che si trova nel mwarimwarmSolanum, mwarqmwaruCitrus, mwaryliliacee, mwarcIridacee, e tante altre.
• mwarkPlacentazione centrale. Il gineceo uniloculare è formato da due o più carpelli uniti e gli ovuli sono fissi sopra una colonna centrale e senza mwarodivisori con la parete dell'ovario. Questa colonna può essere un prolungamento basale della placenta, come nelle mwarsPrimulacee, o è l'insieme delle placente unite che persistono dopo la dissoluzione dei divisori, come nelle mwarwcariofillacee.
• mwar4Placentazione basale. Questo tipo di placentazione si realizza nelle specie con gineceo pluricarpellare e uniloculare. L'ovulo si dispone nel centro basale della cavità dell'ovario. È tipico delle famiglie delle mwar8poligonacee, mwasachenopodiacee e mwasecomposite.cite-ref-valla-2-2[2]cite-ref-unne-ovulo-10-1[10]

Note

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cite-note-1111. Uniseminato o momospermo: frutto che possiede un unico seme

Bibliografia

• mwabs(ES) Font Quer, P., Dizionario di Botanica. 8ª ristampa, Barcellona: Editorial Labor, S. A., 1982, ISBN 84-335-5804-8.
• Gola, G., Negri, G. e Cappeletti, C. 1965. mwab0Trattato di Botanica. 2ª. edición. Editorial Labor S.A., Barcellona, 1110 p.
• Strassburger, E. 1994. mwab8Trattato di Botanica. 8ª. edizione. Omega, Barcellona, 1088 p.

Voci correlate

• mwacsPetalo
• mwac0Frutto
• mwac8Floricoltura
• mwadeGiardinaggio

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) gynoecium, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.